Milano Est Ovest

Fermata San Babila, intreccio di stili architettonici

RACCONTI DALLA MILANO DI SOPRA

Piazza San Babila è una delle nuove fermate a cui si può arrivare con la nuova linea metropolitana M4. Negli anni questo luogo storico ha subito continui cambiamenti, mutando forme e stili architettonici, fino a divenire un vero e proprio salotto urbano.

 

La nuova linea metropolitana M4 ha anche la fermataSan Babila, situata proprio nel cuore del capoluogo Lombardo. La piazza omonima rappresenta un crocevia di culture, avvenimenti, luoghi storici e stili architettonici diversi tra loro, tanto da simboleggiare un luogo storico della città. 

La sua storia e, di conseguenza, la sua architettura, si legano indissolubilmente al periodo fascista. È infatti in quel periodo che la Piazza inizia a prendere le sembianze moderne: c’era bisogno di avere più spazio e, soprattutto, di organizzarlo al meglio per far fronte all’aumento della popolazione, poiché Milano era nella sua piena espansione.

I piani urbanistici del Regime prevedevano un radicale cambiamento dell’area, reso possibile solo con l’abbattimento di molti edifici storici per acquisire più superficie e per eliminare tutti i palazzi che non corrispondevano ai dettami stilistici del fascismo. In quegli anni vengono quindi demoliti i palazzi in stile neogotico veneziano (conosciute al tempo come "Case Veneziane") e l’antica Galleria De Cristoforis, situata a sud, per sostituirla con Galleria Ciarpaglini e palazzo del Toro.

Quest’ultimo, edificato tra il 1935 e il 1939, si caratterizza per lo stile tipico del regime fascista: il razionalismo si palesa soprattutto nel posizionamento delle finestre, quadrate e ingabbiate in un rigido schema geometrico, a cui si aggiungono dei tratti tipici del monumentalismo grazie alle decorazioni sul lato destro della facciata. 

Fermata San Babila, intreccio di stili architettonici

In questi anni sorge anche Torre Snia Viscosa, il primo grattacielo di Milano e che, con i suoi 59,25 metri, è stato il più alto palazzo della città per quattordici anni. Anche in questo caso l’architettura rispecchia perfettamente lo stile fascista: sobria, con materiali di qualità ed esteticamente molto curata.

La grande protagonista della Piazza, però, è indubbiamente la Basilica di San Babila, probabilmente la prima chiesa cristiana di Milano. Si narra che prima ci sia stata una chiesa primitiva edificata sui resti di un tempio pagano dedicato al Sole.

La storia dei suoi continui mutamenti è lunga: i lavori di rifacimento iniziano a fine del 1500 e finiscono solamente nel 1926, un ampio periodo in cui si alternano stili architettonici diversi, tanto da non lasciare visibile quasi nulla della struttura originale in stile barocco.

Oggi è possibile notare alcuni dettagli barocchi solo attraverso alcuni dipinti del primo 1800, ma la struttura mostra prevalentemente uno stile neoromantico, nonostante la facciata sia stata fortemente danneggiata dai bomardamenti del ‘43.

Fermata San Babila, intreccio di stili architettonici - Basilica di San Babila

Ma c’è anche un’altra caratteristica degna di nota e che rappresenta un importante momento storico della Piazza: durante gli anni ’70 diventa uno dei principali punti di ritrovo dei gruppi neofascisti milanesi. Il celebre film San Babila ore 20: un delitto inutile di Carlo Lizzani è la fotografia del clima conflittuale che si respirava all’epoca: i bar della zona vengono utilizzati dai gruppi di estrema destra come luoghi di ritrovo. In uno di questi, infatti, viene anche organizzato l’omicidio di Alberto Brasil, un giovane studente di sinistra, riportato nella pellicola di Lizzani.

Fermata San Babila, intreccio di stili architettonici

Materiale informativo - Progetto Ponte sullo Stretto di Messina
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