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Botteghe storiche e Linea Blu, storie della Milano di un volta

RACCONTI DELLA MILANO DI SOPRA

6 min


Botteghe storiche e Linea Blu, storie della Milano di un volta

Tra grattacieli e nuove costruzioni resistono alcuni angoli di città fermi nel tempo: sono le botteghe storiche milanesi, alcune di casa proprio lungo la Linea Blu

Nell’immaginario collettivo Milano è la città dell’innovazione e del cambiamento; ma è anche una città fatta di tradizione, come quella che portano avanti le oltre 500 botteghe storiche incastonate tra le sue strade. 

Sparse in tutta Milano e con più 50 anni di attività alle spalle (alcune addirittura più di un secolo), le botteghe storiche meneghine conservano intatto il fascino e l’atmosfera del passato, e il loro status come punto di riferimento per il quartiere – oltre che per la città.Seguiamo allora il tracciato della nuova linea M4 per incontrare alcune delle insegne che fanno parte di questo patrimonio cittadino.

Iniziamo dalla fermata Susa, nei pressi della quale si trova Ottica Cinefoto Susa, il primo negozio specializzato nel settore cine foto ottica del quartiere Acquabella, in piazzale Susa 13 - come riporta il sito dell’attività. Fondato nel 1935, Ottica Susa è un punto fermo nella zona per quanto riguarda il mondo della vista e a gestirlo è sempre la stessa famiglia di specialisti che dagli anni ’30 tramanda il lavoro di padre in figlio. All’interno del negozio è presente anche un rinomato laboratorio di sviluppo fotografico per amatori e professionisti, sia in digitale che in pellicola; un servizio affinato da decenni di lavoro e impegno sul campo. 

In piazza Risorgimento 3, vicino alla fermata Tricolore, ha casa da oltre un secolo un pezzo di storia: l’Antica Cartoleria Novecento, aperta dal 1899. La bottega venne inaugurata dai signori Lazzaretti, che la conducono fino alla fine della Seconda guerra mondiale; a loro, succedono i signori Filippini fino al 1984 e poi gli attuali proprietari, i coniugi Alberta Capponi e Ariberto La Rocca. La soluzione di continuità è tutta nel servizio offerto e nella peculiarità dei prodotti, ma soprattutto nella struttura in ferro alle vetrine e negli eleganti mobili dell’interno – alcuni dei quali, insieme alle vetrine, sono originali del secolo scorso. Ai prodotti classici di cartoleria, si sono aggiunti nel tempo gli articoli da regalo e le penne stilografiche, ma anche prodotti di artigianato indiano e di nicchia: una scelta merceologica nata a cavallo degli anni ’90, che contraddistingue tutt’oggi la cartoleria e la mantiene unica nel suo genere anche a distanza di più di cento anni.

Le botteghe storiche nel capoluogo milanese sono più di 500

 

Botteghe storiche e Linea Blu, storie della Milano di un volta

Un’altra bottega che può vantare una storia altrettanto longeva è Mitarotonda, negozio di strumenti musicali che ha proseguito la tradizione storica del negozio Gallini, la cui attività nacque nel 1888.

La leggenda narra che Giacomo Puccini comprasse qui i fogli che gli servivano per comporre, insieme a centinaia di studenti del vicino Conservatorio e agli appassionati che scelgono ancora oggi questo tempio musicale per comprare, noleggiare e accordare i propri strumenti. Un piccolo gioiello in via Filippo Corridoni 37 (tra le fermate Tricolore e San Babila) curato da Paola Mitarotonda. Dopo aver rilevato il posto dalla famiglia Gallini, l’artigiana – prima donna ad entrare nell’Associazione accordatori riparatori italiani di pianoforti – ha mantenuto la stessa atmosfera e passione. I muri non sono più gli stessi, ma il tempo sembra comunque non essere mai passato: tra gli antichi banconi originali in noce e angoliere, gli strumenti e gli accessori di ogni tipo affollano ancora il negozio, insieme ai suoi avventori.

In Galleria San Babila (presso l’omonima fermata) ha casa invece Gin Rosa, storico locale della “Milano da Bere”. Il suo antenato era la Bottiglieria del Leone, aperta nel 1885 in una città ancora alle prese con le guerre d’Indipendenza: qui venivano venduti liquori e spiriti tra i più raffinati sul mercato. La proprietà passò poi a Maurizio Canetta che cambiò l’insegna in Bottiglieria Canetta; il successivo proprietario Luigi Donini, oltre a cambiare il nome in Caffè Donini, trasformò il negozio in un vero e proprio bar, inventando la Mistura Donini – un aperitivo che venne particolarmente apprezzato. Nel 1931 il timone venne preso dalla famiglia Marangione che perfezionò la ricetta della Mistura Donini dando vita al Ginrosa, che ha poi dato il nome attuale al locale. Oggi, Ginrosa rimane uno dei cocktail-bar più caratteristici e famosi della città: un angolo intimo e autentico della Milano di una volta.

Alle botteghe storiche viene assegnata targa attestante il valore e lo status di bene culturale

Botteghe storiche e Linea Blu, storie della Milano di un volta

Sull’angolo tra corso di Porta Romana 56 e via San Calimero e via Santa Sofia – vicino alla fermata Sforza – resiste una delle più antiche farmacie di Milano. Si tratta della Farmacia Foglia, la cui presenza risale al 1835. La sua storia purtroppo si è persa nel tempo e nei diversi passaggi di proprietà e gestione, ma non si perdono invece le sue tracce esteriori. Impossibile infatti non notare, anche se solo di passaggio, il suo aspetto ottocentesco: pareti originali scure, con scritte e decorazioni, abbellite nella parte alta con una serie di tondi in bassorilievo contenenti i profili di scienziati del XVIII e XIX secolo. Spallanzani, Linneo, Volta e altri svettano sopra le vetrate e gli interni moderni, lasciando così un ricordo della storia del luogo.

Un altro posto che conserva parte della sua atmosfera antica è la Pasticceria Cucchi, fondata nel 1936 come “caffè concerto” da Luigi Cucchi e da sua moglie Vittorina. All’epoca i due gestori offrivano serate animate da un’orchestrina spagnola, con servizio di cucina; motivo per cui il posto divenne presto uno dei ritrovi più alla moda di Milano. Siamo in Corso Genova 1 e la fermata è quella di De Amicis.
Nell’agosto del 1943, durante un bombardamento, il locale venne raso al suolo ma ricostruito in poco tempo, assumendo allora la sua definitiva identità di pasticceria. Gli arredi sono ancora quelli degli anni ’50, con echi liberty e grandi specchiere, oltre al vecchio bancone in legno scuro e lampadari in cristallo. La gestione famigliare è giunta ormai alla terza generazione, con le sorelle Laura e Vittoria a proseguire con passione la storia avviata dai nonni paterni. Il fascino e la tradizione la fanno ancora da padroni, insieme al dolce più tipico di Milano: il panettone, che da Cucchi è possibile gustare tutto l’anno.  

Il Comune di Milano, attraverso l’Albo dedicato, si impegna a sostenere le botteghe storiche con iniziative dedicate

Botteghe storiche e Linea Blu, storie della Milano di un volta

Nei pressi della fermata Solari, troviamo Ronchetti Dolciumi e Sanguinetti Francobolli, due istituzioni per quanto riguarda i rispettivi campi dei dolci e della filatelia.

Il primo si trova in Viale Coni Zugna 39 e dal 1929 addolcisce Milano con la propria attività.
Il nome del negozio deriva da quello del fondatore Ettore Ronchetti, che dopo aver frequentato la scuola milanese dei Maestri Pasticceri decise di mettere in pratica quanto appreso nella pasticceria di famiglia. Nel 1950 Ettore sceglie di aprire una pasticceria tutta sua, iniziando a produrre anche torrone, croccante e pralinate. Nel frattempo Milano cambia, e così anche il mercato. Con la seconda generazione, la famiglia Ronchetti inizia a cercare i migliori prodotti da proporre al pubblico, riducendo gradualmente la produzione in proprio. Una scelta che ha dato il volto al negozio così come è conosciuto oggi, sotto la caratteristica insegna a colori marrone e rosa. Sugli scaffali, l’offerta di caramelle, confetti, liquirizie e cioccolatini è sconfinata e in grado di attrarre clienti di ogni tipo; tra quelli più fedeli, Fedele Confalonieri, Cochi Ponzoni, Renato Pozzetto e Heiikha Maitha Bint Mohammad, principessa degli Emirati Arabi Uniti.

La storia di Sanguinetti Francobolli risale invece al lontano 1906. I due fratelli Amleto e Renato Sanguinetti furono i primi ad aprire a Milano un negozio di francobolli per collezionisti. La bottega al tempo era vicino a piazza Missori e in poco tempo divenne il punto di ritrovo dell’“Unione Filatelica Lombarda”. Dopo la Seconda guerra mondiale, con la morte di Amleto e il negozio svuotato, Renato e il figlio Orlando ripartirono da zero. La passione e lo spirito però rimasero intatti, e così il negozio rinacque completamente; a frequentarlo c’erano tra gli altri anche Dario Fo e il fumettista Gian Luigi Bonelli. La sede si è trasferita ora in via Solari 3, mantenendo lo stesso fascino sotto la guida del nipote di Renato, Oscar.

La domanda per ottenere lo status può essere presentata ogni anno e deve contenere cronistoria e documentazione storica dell’attività

Botteghe storiche e Linea Blu, storie della Milano di un volta

La storia della bottega Occhiali Pelo, tra la fermata Foppa Washington Bolivar, è quella del suo fondatore. È il 1930 e Carlo Pelo, dopo aver fatto esperienza nel più grande negozio di ottica d'Italia in Galleria Vittorio Emanuele, decide di aprire un proprio negozio in via Stendhal al numero 30. Negli anni successivi, oltre alla vendita degli occhiali da vista, si dedica alla produzione di montature trasferendo la stessa passione al figlio Pierino. È lui che nel 1977 subentra alla conduzione del negozio del padre trasferendosi nell'attuale sede di via Solari 46. Nel corso degli anni, a Pierino si sono affiancati collaboratori indipendenti e i suoi figli Maurizio ed Elisabetta, che dal 2001 continuano da soli a portare avanti la tradizione di un'attività storica con un occhio alla tecnologia e all'innovazione.

Ci avviciniamo al capolinea, in zona Lorenteggio, in via dei Tulipani 18.
La fermata è Gelsomini, la bottega storica è la Pasticceria Castelnuovo. È il 1927 quando Enrico Castelnuovo inizia come apprendista pasticcere a Lecco, per poi dover interrompere il lavoro a causa della guerra. Di ritorno dalla prigionia in Germania, dopo il matrimonio con la compagna Maria Locatelli, i due decidono di aprire una pasticceria a Como. Ma con il passare degli anni e la nascita dei figli, la scelta ricade sul capoluogo milanese: dopo una breve parentesi in via Colonna 10, la coppia si sposta nella periferia sud-ovest della città. È qui che aprirà i battenti l’attuale locale, che può vantare tra i clienti passati anche Lucio Battisti e Tony Dallara. Nel 1977, il figlio Francesco succede a Enrico, seguito poi da suo figlio Niccolò. L’atmosfera e lo stile sono quelli della tradizione, tra i grandi classici della pasticceria e qualche invenzione personale, come la torta Enrico dedicata al fondatore e la Fiori di Pesco, nata proprio in onore di Battisti. 

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